In una partita delicata e importante, il tecnico cercherà di cambiare il meno possibile a meno dove è costretto
Una scelta non facile da prendere per Baroni. Una partita importante e decisiva, dove bisogna cercare di sbagliare il meno possibile, anche per questo il tecnico cercherà di ruotare qualcosa nella formazione rispetto alla gara di Venezia, ma non così tanto come aveva abituato la squadra ad inizio stagione. Un po’ perché mancano giocatori fondamentali come Castellanos, un po’ perché tiene alla partita e non può non pensare alla sfida di campionato col Milan. E’ per questo che cercherà di toccare il meno possibile in difesa, in mezzo al campo, sulla trequarti, l’unico reparto che resterà tale e quale, e in attacco.
Baroni ha scelto di toccare qualcosa in difesa e in attacco, per il resto lascerà tutto così com’é. Quindi sulla trequarti ci saranno Isaksen, Dia e Zaccagni ma anche in mezzo non toccherà nulla o meglio rispetto a Venezia sì perché non c’era Rovella, ma il tandem sarà formato dal regista biancoceleste e da Guendouzi. Ma il tecnico sul francese farà delle valutazioni anche perché, pare, che abbia chiuso la gara del Penzo con un po’ di fiatone. E’ vero che ha messo in evidenza delle doti da maratoneta, ma è anche vero che non è certo indistruttibile.
Per la gara con l’Inter, quindi, la trequarti sarà la stessa di Venezia, mentre a centrocampo si cambia ma giocheranno i titolari. L’unica differenza è che Baroni ha preparato la gara in modo tale che varierà qualcosa in mezzo a gara in corso, probabilmente come al solito intorno all’ora di gioco. Baroni l’avrebbe preparata in questo modo, ovvero con il francese che lascerà il posto a Belahyane nel secondo tempo. L’allenatore sapeva bene le qualità del centrocampista ma non credeva fosse cresciuto così tanto in personalità. In allenamento è un conto, in partita è tutt’altra storia.
Aveva lasciato un giovane calciatore che era appena arrivato, ne ha trovato un altro bello che formato. Non gli è affatto dispiaciuto a Baroni il Belahayane di Venezia. Cinquantaquattro minuti giocati con autorità e grande consapevolezza, tanto che il tecnico è pronto a concedergli una chance di poter entrare a gara in corso durante la partita.