Nel momento del recupero e proprio mentre si stava allenando da giorno, il difensore spagnolo si è fermato di nuovo
Una situazione paradossale e davvero ai limiti. Nel momento più importante della stagione e superato, forse, quello più complicato i due infortunati fermi da parecchio tempo come Vecino e Patric erano pronti al rientro, tanto che stavano lavorando da giorni con la squadra, ma uno dei due si è nuovamente fermato. E ora la vicenda sembra ancora più tosta rispetto a prima, soprattutto e solo per quel che riguarda il difensore spagnolo che proprio in questi ultimi giorni ha accusato un problema al piede e anche se di natura diversa, la zona è la stessa di dove veniva applicata la terapia conservativa.
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Un momento davvero complicato per Patric che stava tornando a sentirsi giocatore, nonostante il problema non fosse stato risolto del tutto o meglio i dottori lo stavano seguendo passo dopo passo per farlo giocare in qualche modo e portarlo a fine stagione dove avrebbe preparato un intervento chirurgico e sistemare una volta per tutte la situazione che lo sta dilaniando anche dal punto di vista psicologico.
La società e Baroni riflettono se farci affidamento o meno
Una difficoltà per il centrale difensivo che non riesce a capacitarsi di come si possa fare male con così tanta frequenza. Gli era stato assicurato che, facendo attenzione e non sovraccaricando troppo, si poteva tranquillamente non solo allenare ma anche giocare con una certa continuità, magari non tre partita in una settimana, ma un impegno ogni sei-sette giorni poteva essere gestito con una teoria conservativa, come è stata fatta anche per altri giocatori, vedi Romagnolo l’anno scorso. Ora deve stare fermo e a riposo, con la Lazio che deve decidere cosa fare.

Tuttavia, il recupero richiede tempo e riposo, due cose che né lui né la Lazio possono permettersi in questo momento ed è per questo motivo che Patric ha deciso di stringere i denti e giocare nonostante il dolore. Il difensore non potrà però sostenere un calendario troppo intenso (impensabile che possa prender parte a tre partite consecutive), quindi verrà gestito e il suo utilizzo sarà limitato con la speranza che il dolore diminuisca nel tempo