Nelle ultime due gare la Lazio non ha segnato e ha mostrato una sterilità offensiva preoccupante: “Baroni ha la soluzione davanti ai suoi occhi…”
Due gare consecutive senza andare a segno: la Lazio di Baroni non aveva mai palesato questa sterilità offensiva. I biancocelesti sono rimasti a digiuno prima a Venezia e poi a Milan: due gare in cui il tecnico Baroni, in assenza di Castellanos, ha testato nel ruolo di centravanti sia Noslin, sia Tchaouna, che Dia: “Io sono convinto che la soluzione sia davanti agli occhi dell’allenatore, ma sembra che non venga presa in considerazione”, sentenzia Armando Fioretti, cronista del Tg 56 ai microfoni di Radio Olympia.
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A Venezia il tecnico ha lanciato Noslin, per poi sostituirlo dopo dieci minuti del secondo tempo con Dia. A Milano ha tentato la carta Tchaouna, sostituendolo ad inizio ripresa con il senegalese: tre giocatori impegnati nel ruolo di punta centrale, con un minutaggio simile…nessuno è stato in grado di regalare risposte concrete. Nessuno dei tre calciatori si è messo in evidenza. Zero tiri in porta, nessun cenno di pericolosità.
“Lazio, serve cambiare qualcosa in attacco: la soluzione c’è”
“La Lazio deve cambiare qualcosa – continua Fioretti – perchè regala la sensazione di essere prevedibile e quasi involuta. E non posso pensare che solo l’assenza di Castellanos possa giustificare questo tipo di sterilità offensiva. Seve ritrovare brillantezza sotto porta e soprattutto quella pericolosità che ad inizio stagione aveva caratterizzato le prestazioni della squadra. Oggi tutto questo sembra venire meno”.
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Quale potrebbe essere la soluzione? La Lazio ha collezionato cinque vittorie, cinque sconfitte e quattro pareggi nelle ultime quattordici gare. “Va cambiato qualcosa. Per me la soluzione è semplice: se manca Castellanos, il centravanti deve farlo Dia. E’ una soluzione che Baroni ha sotto gli occhi, ma che sembra non vedere. Basta esperimenti, basta fare scelte che al momento non hanno portato vantaggi. Ci sono tante soluzioni che contemplano l’utilizzo del senegalese come punta centrale: la Lazio può mettersi 4-3-3 con Belahyane al fianco di Rovella e Guendouzi, può giocare con Pedro trequartista; ma davanti sta proponendo poco in fase offensiva. Quindi deve cambiare qualcosa. E Dia centravanti può essere una soluzione. Probabilmente la più semplice”.
Mancanza di esplosività e prevedibilità
Baroni ha provato in quel ruolo prima Noslin e poi Tchaouna. “Il francese non ha convinto e la Lazio ha creato davvero poco in queste due partite. Castellanos è un giocatore molto importante per Baroni: lo abbiamo visto, ma non è possibile pensare che nelle ultime due gare c’è stata un’involuzione così marcata in fase offensiva. E poi c’è un altro fattore: io vedo molti calciatori poco brillanti: Zaccagni non è stato esplosivo nelle ultime due gare, anche lo stesso Pedro è sembrato lontano da quel calciatore che finio a poco tempo fa ci aveva fatto stropicciare gli occhi”.
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Sulla gara di Milano invece “la Lazio è stata in partita fino alla fine, ma ho sempre avuto la sensazione che l’Inter fosse più forte. Io però ho la sensazione che i biancocelesti siano meno pungenti rispetto a prima. La squadra si aggrappa solo ad Isaksen, che sta andando ben oltre il rendimento che aveva mostrato qualche mese fa. Resta il rammarico per l’eliminazione e per la prestazione in attacco. Vorrei ritrovare la Lazio di settembre e ottobre, quando aggrediva tutti e imponeva il suo gioco”.
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Le scelte di Baroni: “Deve ritrovare linearità”
Sotto esame anche il tecnico. “Baroni deve ritrovare un pò di linearità nelle scelte: con il Milan spero che scenda in campo la formazione titolare, con Pedro trequartista e Dia centravanti, facendo un pò di turnazione in Europa League. Come faceva Baroni ad inizio stagione. Alcune scelte, onestamente, sono poco comprensibili”. Il dibattito si accende e in studio viene fatto notare un comportamento, poco lineare di Baroni. “La scelta su Pellegrini è inspiegabile: se il calciatore ha commesso qualcosa di talmente grave da essere escluso da tutte le liste, allora che senso ha avuto farlo giocare ieri? Per poi magari lasciarlo ancora fuori. Se la titolarità di ieri porterà al suo reintegro è un conto, altrimenti la scelta è stata inutile”.
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Ma cosa si intende per poca linearità nelle scelte? “Se decidi di escludere Belahyane dalla lista Uefa, allora mi aspetto di vederlo in campo a San Siro, visto che viene considerato un’alternativa a Rovella. Altrimenti dobbiamo pensare che Rovella e Guendouzi debbano restare in campo fino a quando non ne avranno più; se decidi, come penso, di mettere Nuno Tavares con Milan e Viktoria Plzen, allora con l’Udinese mi aspetterei di rivedere Luca Pellegrini a sinistra, altrimenti è stato folle reinserirlo solo per la gara di ieri. Alcune delle ultime scelte del tecnico sono oggettivamente poco comprensibili”.