Accadde oggi 3 aprile: uno dei torti arbitrali più clamorosi della storia

I fatti, le gare e i personaggi che nella storia della Lazio si sono messi in evidenza il 3 aprile. Una giornata indimenticabile per un calciatore, entrato nella storia e uno scandalo arbitrale clamoroso

La gara contro il Torino disputata lunedì allo stadio Olimpico, con il calcio di rigore negato alla Lazio nonostante un doppio intervento falloso di Maripan (prima il controllo con un braccio, poi l’entrata in scivolata su Rovella) è solo l’ultimo dei tanti torti arbitrali subiti dalla squadra biancoceleste nella sua storia. Un elenco lunghissimo che ha coinvolto le Lazio di ogni decennio, senza alcuna distinzione o esclusione.

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3 aprile
Accadde oggi 3 aprile: uno dei torti arbitrali più clamorosi della storia – Lalazio.com

Il 3 Aprile del 2011, si verificò uno dei casi più clamorosi: un’incredibile svista arbitrale che ha condizionato una sfida dei biancocelesti. Un torto incredibile, che alla fine della stagione si rivelò decisivo. La Lazio perse quella sfida di misura e al termine del campionato non riuscì ad andare in Champions League terminando a pari punti con l’Udinese, ma venendo penalizzata dalla differenza reti negli scontri diretti.

3 Aprile 2011, Brocchi e l’urlo rimasto in gola

Il 3 aprile del 2011, in uno dei primi match disputati alle ore 12.30 in campionato, la Lazio venne sconfitta 4-3 dal Napoli al San Paolo, al termine di una sfida rocambolesca e decisa da una clamorosa svista dell’arbitro Banti di Livorno. Nel secondo tempo, il direttore di gara non si accorse che un tiro di Brocchi, che aveva colpito la parte bassa della traversa, era finito ben oltre la linea di porta e non concesse il gol.

Brocchi Napoli-Lazio
3 Aprile 2011, Brocchi e l’urlo rimasto in gola – lalazio.com

I tempi della goal line technology erano ancora lontani, ma anche senza il supporto della tecnologia, era evidente che quel pallone era rimbalzato oltre la linea di porta. Banti non concesse il gol, che alla luce del risultato finale (la gara terminò 4-3 per il Napoli) risultò decisivo per il risultato finale e per il piazzamento finale della squadra biancoceleste.

Il giorno in cui Stefan Radu entrò nella storia e Inzaghi iniziò la sua nuova avventura

Esattamente dieci anni dopo, il 3 aprile del 2021, Stefan Radu è entrato a tutti gli effetti nella storia della Lazio. Nella sfida casalinga contro lo Spezia, terminata 2-1 per i biancocelesti, il difensore romeno ha collezionato la presenza numero 402 con la maglia biancoceleste, diventando a tutti gli effetti il calciatore con il numero più alto di gare disputate con la Lazio. Un record che ha migliorato più volte, arrivando a toccare quota 427. La gara fu decisa da una rete di Caicedo al novantesimo: una sentenza.

Radu e Inzaghi
Il giorno in cui Stefan Radu entrò nella storia e Inzaghi iniziò la sua nuova avventura – lalazio.com

Sempre il tre di aprile, iniziò ufficialmente l’avventura di Simone Inzaghi come allenatore della Lazio. Dopo un derby perso malamente da Stefano Pioli, la società annunciò l’esonero del tecnico e la sostituzione con Inzaghi, che guidava la Primavera. Partì ufficialmente un’avventura incredibile, durata cinque anni e che ha portato il tecnico piacentino a vincere tre trofei e a raggiungere gli ottavi di finale di Champions League.

Tanti auguri a Marco Ballotta

Il 3 aprile del 1964 nasce Marco Ballotta, uno dei portieri più continui e forti che abbia mai vestito la maglia della Lazio. Nelle stagioni più esaltanti della storia laziale ha messo la sua firma in maniera indelebile, giocando da numero uno le gare più importanti ed emozionanti che hanno visto protagonista la squadra biancoceleste. Ha salvato la Lazio da una clamorosa eliminazione nella Coppa Italia del 1998 (poi vinta); ha giocato le gare più importanti nell’anno dello scudetto e alla soglia dei 44 anni è tornato titolare, difendendo i pali biancocelesti in un terribile girone di Champions League.

Ballotta
Tanti auguri a Marco Ballotta – lalazio.com – La Presse foto

Nella stagione 99-00 Ballotta gioca i match più importanti del campionato e lo fa da vero numero uno: il derby di ritorno (vinto con la punizione di Veron) dove nel finale dice di no ad una girata ravvicinata di Del Vecchio, che avrebbe significato il pareggio giallorosso; la trasferta di Torino con il goal di Simeone, dove all’ultimo minuto respinge in corner una pericolosa punizione calciata da Del Piero; la trasferta di Bologna (penultimo turno, con la vittoria per 3-2 e l’urlo strozzato nella gola dei tifosi dopo il goal annullato a Cannavaro in Juventus-Parma) e soprattutto Lazio-Reggina. L’ultimo atto. La gara che, il 14 maggio del 2000, ha regalato ai biancocelesti il secondo scudetto. Ballotta gioca anche tutta la Coppa Italia, che alza al cielo a Milano con i capelli blu, colorati per festeggiare il titolo vinto 4 giorni prima.

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