Flaminio, la risposta del Comune alla Roma Nuoto: Lotito gongola

Il Comune di Roma ha dato la sua risposta alla proposta della Roma Nuoto sullo stadio Flaminio. Novità importanti per il club biancoceleste

Novità importanti per il futuro dello stadio Flaminio. Si attendeva per oggi la risposta della Giunta Comunale alla proposta realizzata dalla Roma Nuoto, che intendeva prendere in mano la ristrutturazione dell’impianto capitolino, sul quale anche la Lazio ha messo gli occhi. Lotito sogna di poter regalare lo stadio Flaminio al club biancoceleste. Ed attendeva, come molti tifosi, la decisione del Campidoglio.

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Flaminio, la risposta del Comune alla Roma Nuoto: Lotito gongola – lalazio.com – Ansa Foto

Il Comune ha gelato la Roma Nuoto, bocciando il progetto presentato e spiegando nel dettaglio i motivi che hanno portato allo stop. Una notizia che è rimbalzata anche dalle parti di Formello e che non può che far piacere al patron biancoceleste. Il progetto della società giallorossa non è stato ritenuto idoneo, per una lunga serie di motivazioni. Che il Comune ha spiegato nel dettaglio.

Il Comune boccia la Roma Nuoto: le motivazioni sono chiare

Con una delibera votata all’unanimità dalla Giunta, Roma Capitale ha approvato il mancato riconoscimento del pubblico interesse per il progetto di fattibilità sullo Stadio Flaminio presentato da Costruzioni Civili e Commerciali SpA., in qualità di mandataria del Rti costituito con la Rubner Holzbau Srl e la Ssd Roma Nuoto. Numerose le motivazioni che hanno portato allo stop. Tra le considerazioni a fondamento della delibera di Giunta si legge: “La proposta non restituisce alla città la funzione primaria per la quale la struttura è stata progettata, quella di Stadio”.

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Il Comune boccia la Roma Nuoto: le motivazioni sono chiare – Ansa Foto – Lalazio.com

Un particolare che lo differenzia dal progetto presentato dal patron biancoceleste e che tende invece a valorizzarne la funzione di stadio. L’idea della Roma Nuoto secondo il Comune “non valorizza la vocazione di ‘grande impianto sportivo’ in grado di ospitare manifestazioni sportive nazionali e internazionali; depotenzia le potenzialità dello stadio quale polo attrattore culturale”. Inoltre: “La proposta depotenzia le funzionalità dello Stadio in virtù della riduzione del numero dei posti, dai 42 mila originari a 7500, e dell’introduzione di funzioni di carattere commerciale” con una rete “costituita da una struttura di vendita di 2.500 metri quadrati ed altre aree di vendita”.

Più che uno stadio, il Flaminio diventerebbe altro: “Da grande stadio d’interesse nazionale – ribadisce il Comune di Roma in una nota – il Flaminio sarebbe stato trasformato in ‘un impianto polifunzionale’ con una ‘pluridisciplinarità delle attività sportive previste, le quali, peraltro non arricchiscono l’offerta sportiva del quadrante territoriale di riferimento’, uno dei più forniti di Roma in termini di strutture e servizi per lo sport: una preziosa eredità delle Olimpiadi del 1960”. Ora la palla passa a Lotito: si aspettano a breve le nuove mosse del patron biancoceleste.

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