La Lazio ha raccolto 17 punti nel girone di ritorno, quanto il Milan e più di Atalanta e Fiorentina. Ma l’astinenza da vittorie all’Olimpico pesa come un macigno
C’è una classifica che racconta una verità diversa, meno amara di quanto l’atmosfera tesa attorno alla Lazio lascerebbe immaginare. I fischi dell’Olimpico, l’impazienza di una piazza che fatica ad accettare l’astinenza da vittorie casalinghe e il sorpasso nel derby da parte della Roma hanno amplificato la delusione.
Eppure, come riportato nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, dati alla mano, il cammino dei biancocelesti nel girone di ritorno non è stato così distante da quello di molte altre pretendenti europee. Il passo è rallentato, sì, ma senza crolli totali. L’unica vera eccezione – e che fa rumore – resta il ritmo forsennato dei giallorossi.
Dal 10 gennaio in poi, a partire dal pareggio interno con il Como in Coppa Italia, la Lazio ha messo insieme 17 punti in campionato. Lo stesso bottino del Milan, uno in più di Atalanta e Fiorentina. Alle spalle restano anche formazioni come il Genoa, il Monza e il Lecce, mentre davanti si muovono Napoli (20), Juventus (22), Bologna (24), Inter (25) e Roma (29), che ha cambiato marcia dopo l’avvento di De Rossi.
La squadra di Baroni è calata rispetto al girone d’andata – chiuso con 22 punti nelle prime 11 giornate – ma in un torneo anomalo, in cui tutte a turno hanno rallentato, non è crollata. Il Milan ha vissuto un gennaio difficile, l’Atalanta ha smarrito slancio dopo essere arrivata a un passo dallo scudetto virtuale con l’Inter. La Fiorentina ha tremato, poi si è rialzata. E la Lazio? Non è mai decollata davvero, ma nemmeno affondata.
Il periodo buio della Lazio di Baroni
Il periodo più buio è arrivato tra la metà e la fine di marzo. I pareggi consecutivi con Torino e Udinese e il tonfo di Bologna hanno minato certezze e serenità. Una crisi breve, ma rumorosa. Eppure, nel resto del girone di ritorno, ci sono stati segnali di tenuta.
Le vittorie in trasferta contro Verona, Cagliari e soprattutto Milan, il pari con il Napoli, prove incoraggianti che però sono passate quasi sotto traccia. A pesare è la sterilità casalinga: nelle ultime 17 partite giocate all’Olimpico in Serie A, solo una vittoria. Quel 5-1 al Monza che ormai sembra lontano anni luce.
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Serve invertire la tendenza, subito. Ritrovare un successo in casa, accendere il motore della fiducia, costruire una striscia positiva che permetta di restare agganciati alla corsa per l’Europa. La classifica non è ancora nemica, ma va riguadagnata centimetro per centimetro. La sensazione è che la Lazio abbia ancora qualcosa da dire. Ma servono risposte forti. E servono adesso.