Il tecnico ha bisogno di ritrovare Dia: i numeri, da febbraio ad oggi, sono eloquenti. Serve un cambio di marcia. E c’è un particolare sul quale Baroni punta per rilanciarlo
Cosa è accaduto a Boulaye Dia? L’attaccante senegalese era stata una delle note più positive della prima parte di stagione dei biancocelesti. Il suo arrivo nella capitale, negli ultimi giorni di mercato, aveva regalato la scossa ad una squadra che nel corso del pre campionato sembrava prevedibile ed in cerca di qualità. Dia, acquistato per alternarsi con Castellanos nel ruolo di punta centrale, è invece diventato sin da subito una pedina fondamentale per la squadra.
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Baroni lo ha utilizzato nel ruolo di sotto punta, posizionandolo alle spalle di Castellanos e formando una coppia esplosiva e abile a crearsi occasioni da gol. I numeri della prima parte di stagione del senegalese sono stati ottimi: in campionato Dia ha segnato tre gol nelle prime cinque gare nelle quali è stato utilizzato, ripetendosi (con una doppietta contro la Dinamo Kiev) anche in Europa League. Dal 29 settembre (giorno di Torino-Lazio) al 5 gennaio (derby con la Roma), Dia si è bloccato, andando in rete solo contro il Cagliari all’Olimpico.
Dia, una brutta involuzione: Baroni cerca la scossa
L’attaccante era stato fermato da una violenta influenza (in Senegal si parlò di positività alla malaria, aspetto mai confermato successivamente dai controlli eseguiti nella capitale) e un brutto colpo subito alla caviglia nella sfida casalinga con il Ludogorets. Da metà gennaio a metà febbraio, il centravanti senegalese aveva regalato un importante segnale di risveglio, segnando tre gol decisivi (e simili per i movimenti effettuati in campo), contro Como, Verona e Napoli. Poi, dal 15 febbraio, ad oggi, un nuovo blocco.

Boulaye Dia ha subito una brutta involuzione: qualche errore di troppo sotto porta (su tutti quelli a Venezia e nella doppia trasferta milanese contro Inter e Milan) e una staticità preoccupante: sia nel ruolo di trequartista, che in quello di punta centrale, non ha convinto. Nel momento di maggior bisogno, quando Castellanos si è fermato per infortunio, è svanita anche la vena realizzativa dell’ex centravanti della Salernitana. Da settimane il suo rendimento è calato vistosamente. “E’ colpa del Ramadam, da quando lo sta rispettando, non segna più”, si è sfogato più di un tifoso sui social o nelle radio.
Dia, Baroni si affida ad un particolare per il rilancio
Numeri alla mano, anche nelle stagioni precedenti a questa, Boulaye Dia ha sempre faticato molto da gennaio a fine stagione, salvo qualche sporadica eccezione (il primo anno alla Salernitana, dove segnò con regolarità). La Lazio ha bisogno di ritrovare i suoi gol. Baroni si aggrappa a lui in questo rush finale e spera che il rientro di Castellanos possa agevolarlo. I due, quando hanno giocato uno di fianco all’altro, hanno regalato numeri importanti. I due attaccanti si aiutano e si cercano: attraverso i loro movimenti sembrano completarsi: uno apre gli spazi per gli inserimenti dell’altro. A Bergamo Castellanos tornerà a disposizione: non partirà dal primo minuto, ma potrebbe giocare qualche minuto.

Baroni ha bisogno che i due attaccanti tornino a giocare insieme e a segnare. La Lazio ha evidenziato una preoccupante sterilità offensiva, che va sanata attraverso prestazioni convincenti: a partire dalla trasferta di Bergamo contro l’Atalanta. Altra squadra in difficoltà e in crisi di risultati (biancocelesti e nerazzurri hanno fatto gli stessi punti da gennaio ad oggi). La riscossa dei biancocelesti deve necessariamente partire da Dia. Servono i suoi gol e i suoi movimenti: per tornare a segnare e a fare risultato.